Viticoltura biologica
e sostenibile

Tra mare e
montagna, dove
cresce la vite

La tenuta di Poggio della Dogana si sviluppa su un territorio collinare a un’altitudine compresa tra 180 e 300 metri sul livello del mare, nella provincia di Forlì-Cesena, stretto tra il maestoso Appennino Tosco-Romagnolo e la riviera adriatica, distante appena una trentina di chilometri.

Il terreno, elemento predominante della cifra stilistica dei nostri vini, si differenzia molto a seconda del versante collinare in cui sono stati adagiati i vigneti, a conduzione biologica.
Il Romagna Sangiovese, vero e proprio traduttore di suoli e microclimi, in queste terre si esprime in vini dalle peculiarità riconoscibili.

Castrocaro
e Brisighella

Qui il paesaggio è un susseguirsi di pendii ricoperti di campagne e boschi abbracciati da una scenografia spettacolare disegnata dalla natura: la Vena del Gesso, una catena montuosa del basso Appennino settentrionale composta da stratificazioni saline formatesi 6 milioni di anni fa. Poggio della Dogana si sviluppa attorno a due dei molti insediamenti cesellati dalla natura e dall’uomo nel corso della storia.

A Castrocaro, rinomata località termale, nel terreno predominano argille brune e ocra, ricche di bromo, zolfo e calcio. L’area beneficia, inoltre, delle brezze provenienti dalla costa adriatica.

A Brisighella il terroir è figlio delle marne e delle arenarie, in cui vene sabbiose si alternano ad argille calcaree, a tratti con sfumature azzurre, che donano un inconfondibile allungo salino.

Castrocaro

– 1 Belladama / Dulcinea
– 2 Nubivago
– 3 Santa Reparata
– 4 Vindice
– 5 I Quattro Bastioni
– 6 Poggiogirato

Castrocaro

BRISIGHELLA

– 1 Arlesiana
– 2 Vindice
– 3 Belladama / Dulcinea
– 4 Nubivago

BRISIGHELLA

Castrocaro
  1. Belladama
    Dulcinea
  2. Nubivago
  3. Santa Reparata
  4. Vindice
  5. I Quattro Bastioni
  6. Poggiogirato
BRISIGHELLA
  1. Arlesiana
  2. Vindice
  3. Belladama
    Dulcinea
  4. Nubivago

Produzione
biologica

Ottenuto da uve biologiche, il raccolto viene trasferito in cantina per essere lavorato separatamente a seconda del vigneto e della varietà.

Nelle vasche la pigiadiraspatura è soffice, per rispettare la consistenza dei grappoli, la fermentazione innescata esclusivamente con lieviti indigeni e la gestione dei fluidi a temperatura controllata.

Lunghi i tempi di affinamento, per lo più in cemento affinché il vino possa esprimersi in piena naturalezza, fino ad arrivare all’imbottigliamento del prodotto. L’impegno dello staff di Poggio della Dogana è rispettoso dell’espressione qualitativa delle uve raccolte in vigna.

Una perfetta
armonia tra
uomo e natura

Una nutrita colonia di api ha trovato casa a Poggio della Dogana, un habitat ideale lontano da pesticidi e concimazioni inorganiche. Affidate alle cure di un apicoltore locale, le nostre piccole ospiti vivono tra i filari e contribuiscono in modo fondamentale alla filiera vitivinicola, perché responsabili dell’impollinazione della vite, favorendo così la produzione di uva e il mantenimento qualitativo del raccolto.

Non può esistere una viticoltura sostenibile senza biodiversità, ecco perché tra i nostri vigneti trovano dimora decine di ulivi, i quali, non solo arricchiscono il paesaggio, ma svolgono funzioni ambientali fondamentali, mitigando il clima e ospitando la microfauna funzionale alla coltivazione biologica.