• Poggiogirato: il Sangiovese Riserva che ha la Romagna dentro

    Nel Poggiogirato di Poggio della Dogana ci sono tutte le sfumature della Romagna: al naso e in bocca rivela un caleidoscopio di profumi e aromi, dalla ciliegia alle more, dall’arancia al mirtillo, dalla menta al rosmarino, il ginepro e il pepe nero.

    Il vino ideale per un pranzo in famiglia, capace di essere l’abbinamento perfetto anche con piatti di cacciagione, arrosti e frattaglie. Oppure semplicemente per accompagnare la lettura di un libro accanto ad un caminetto acceso.

    Poggiogirato è un Romagna Sangiovese Superiore Riserva prodotto a Castrocaro Terme, in località “le Volture”, da vigneti di Sangiovese di 15 anni di età con 5000 piante per ettaro, allevati a cordone speronato e dislocati a quota 200 metri slm. La resa per ettaro è di 5000 kg/ettaro, ossia 1 kg per pianta. Per quanto riguarda la vinificazione, le uve Sangiovese vengono raccolte assieme e fermentate in uvaggio. La fermentazione e la successiva macerazione sulle bucce avvengono in tini di acciaio a temperatura controllata. Il contatto del vino con le bucce dura mediamente 24 giorni; segue la fermentazione malolattica. L’affinamento è di 9 mesi in tonneaux, 6 mesi in acciaio e minimo 3 mesi in bottiglia per un totale di 3mila prodotte.

    In questo vino emerge tutto il carattere della Romagna, terra generosa e forte come i vini di Poggio della Dogana.

  • Sangiovese di Romagna: la vendemmia sartoriale di Poggio della Dogana

    Al via la vendemmia del Sangiovese di Romagna tra i filari di Poggio della Dogana, l’azienda che sorge a Castrocaro Terme – Terra del Sole, nel cuore del territorio romagnolo, direttamente sul poggio nel quale si ergeva la dogana di passaggio di confine storico, territoriale e culturale tra Romagna Pontificia e Granducato di Toscana nel lontano 1584.

    Una raccolta delle uve “sartoriale” che rispetta i ritmi della natura e le diverse tempistiche dei cloni presenti all’interno della tenuta, in linea con la filosofia di valorizzazione dei Cru che l’azienda si propone.

    Dopo la raccolta delle uve Albana e Trebbiano, l’azienda guidata dai fratelli Aldo e Paolo Rametta e da Cristiano Vitali si concentra ora sulle vigne che danno vita ai quattro Sangiovese firmati Poggio della Dogana: I Quattro Bastioni, Santa Reparata, Arlesiana e Poggiogirato.

    «È stata un’annata con poca pioggia e con escursioni termiche poco significative tra giorno e notte, soprattutto a Castrocaro – affermano i Rametta e Vitali -. Questo ha portato ad una maturazione anticipata e, in alcuni casi, l’uva rossa ha anticipato quella bianca nello sviluppo che ha portato alla vendemmia. Fortunatamente, dopo un lunghissimo periodo di stop delle piogge, le precipitazioni hanno garantito il giusto punto di maturazione per l’Albana: le uve –  già cariche di colore e di zuccheri e con acini abbastanza disidratati – hanno potuto reidratarsi per la raccolta avvenuta a fine agosto».  

     Dalla prossima settimana è prevista la raccolta delle uve Sangiovese. Una vendemmia da osservare, con un calice in mano, tra saliscendi ameni ricamati di vigneti. La sua posizione rende Poggio della Dogana, che produce solo vini in regime biologico, meta di interesse per gli amanti del vino ma anche per i turisti diretti verso il litorale romagnolo. Su prenotazione si può partecipare a un tasting dei vini nella nuova struttura che accoglie i wine lovers tra i filari di Sangiovese (Per info e prenotazioni: info@poggiodelladogana.com).

  • Capunèt

    I capunèt sono degli involtini di verza ripieni di carne, tipici della tradizione piemontese: un piatto facile da fare che potete abbinare al nostro Santa Reparata, gli aromi di mirtillo, mora e cliegia, con un pizzico di pepe, ben si sposano con questo piatto sostanzioso.

    Ingredienti per 4 persone

    16 foglie di cavolo verza
    150 g di carne di manzo o di vitello
    100 g di salame cotto
    80 g di burro
    2 uova
    Mollica di pane ammorbidita nel latte q.b.
    Prezzemolo q.b .
    1 spicchio di aglio
    Parmigiano Reggianograttugiato q.b.

    Procedimento

    Scotta in acqua bollente le foglie di cavolo, già mondate e lavate. Scolale e stendile su uno strofinaccio pulito.

    Lava il prezzemolo e tritalo assieme allo spicchio d’aglio.

    Trita anche la carne e il salame, poi metti il tutto in una terrina, unisci il Parmigiano Reggiano, le uova e la mollica di pane precedentemente ammorbidita nel latte. Mescola bene, metti un po’ di composto su ogni foglia di verza, poi arrotola ottenendo un involtino.

    Disponi i capunèt  così ottenuti su una pirofila precedentemente imburrata, spolve con del Parmigiano Reggiano grattugiato  e gratina in forno.

  • Fricò

    Il fricò piemontese è un gustoso e saporito secondo piatto a base di carne, una versione particolare dello spezzatino, tipico di tutti i luoghi di montagna: qui abbiamo i funghi che danno un tocco di originalità a un piatto già di per se succulento e strutturato. Abbinatelo al nostro Santa Reparata e il gioco è fatto!

    Ingredienti per 4 persone

    300 g di spezzatino di vitello

    500 g di patate

    30 g di burro

    20 g di funghi

    1 litro di brodo di carne

    1 cipolla

    1 cucchiaio di salsa al pomodoro

    2 foglie di alloro

    1 rametto di rosmarino

    sale q.b.

    pepe q.b.

    Procedimento

    Soffriggi la cipolla tagliata sottile con l’alloro e il rosmarino, aggiungi la carne e lascia rosolare bene il tutto per una decina di minuti mescolando di tanto in tanto. Aggiusta di sale, copri con due mestoli di brodo, quindi abbassa la fiamma e cuocere per altri 20 minuti. Nel frattempo, sbuccia le patate e tagliale a cubetti, uniscile alla carne con la salsa di pomodoro e i funghi.

    Bagna ancora con un po’ di brodo, pepa, copri con il coperchio e cuoci ancora per 40 minuti.

    Servi caldissimo.

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