Piatto tipico della montagna emiliana, le crescentine (spesso chiamate tigelle) è una pasta lievitata che, farcita con salumi, formaggi, sottoli e sottaceti, diventa una vera golosità. Un piatto conviviale per eccellenza, a cui si abbina alla perfezione il nostro Santa Reparata, il nostro Sangiovese prende il nome dalla patrona di Terra del Sole, giovane martirizzata durante le persecuzioni dell’imperatore romano Decio. Secondo una leggenda (molto diffusa in Provenza e comune a quella di altri santi), dopo averla uccisa i suoi aguzzini avrebbero messo il suo corpo su una barca fatta poi andare alla deriva: la barca, guidata dagli angeli, sarebbe arrivata a Nizza, in Francia, e il corpo sarebbe stato sepolto in quella che poi divenne la cattedrale di Sainte-Réparate. A lei Terra del Sole dedica ogni anno la prima domenica di settembre il Palio di Santa Reparata.

Ingredienti per 30 crescentine

1 kg di farina di frumento “0”

500 g di acqua tiepida (o metà latte e metà acqua)

1 cucchiaino di sale

25 g di lievito di birra

olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento

Impasta a lungo e con cura gli ingredienti, lasciali lievitare per circa tre ore, quindi ricava dall’impasto così ottenuto una trentina di palline, stendile con il mattarello allo spessore di circa 2 centimetri e lasciale riposare, coperte, per una quarto d’ora. A questo punto, cuoci le crescentine con i “ferri”, la caratteristica coppia di dischi di ferro con lungo manico,  o tra le piastre refrattarie.

Le crescentine sono ottime servite caldissime e accompagnate da carni in umido (pollo o coniglio alla cacciatora), salumi e formaggi oppure dal tradizionale pesto di pancetta.

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